La Sacrestia del Bramante

ATTENZIONE: LE MOSTRE DEL CODICE ATLANTICO ALLA SACRESTIA DEL BRAMANTE SONO TERMINATE IL 31 OTTOBRE 2015.

LA SEDE ESPOSITIVA E’ ATTUALMENTE CHIUSA AL PUBBLICO.

Da settembre 2009  e fino al 31 ottobre 2015 la suggestiva Sacrestia del Bramante nel convento di Santa Maria delle Grazie è stata sede del progetto espositivo del Codice Atlantico insieme alla Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana.

Il complesso monumentale della Sacrestia, che comprende anche l’antistante chiostro, è sicuramente un angolo di Milano ricco di storia e di fascino ancora poco conosciuto dal grande pubblico.

La Sacrestia venne edificata durante l’ultimo decennio del Quattrocento, quando Ludovico il Moro, Duca di Milano, decise di avviare un ambizioso progetto di ampliamento e ristrutturazione del convento domenicano delle Grazie, la cui Basilica avrebbe dovuto diventare il mausoleo della famiglia Sforza. A questo scopo egli chiamò a lavorare fianco a fianco nel cantiere delle Grazie due dei massimi artisti allora viventi, che già da tempo prestavano servizio alla sua corte: Bramante e Leonardo. Al primo affidò l’incarico di ampliare la Basilica con l’edificazione della tribuna e della nuova Sacrestia, mentre al secondo commissionò l’Ultima Cena per la parete nord del refettorio.

La scelta di edificare la Sacrestia in una posizione isolata rispetto alla Chiesa fu dovuta probabilmente al poco terreno a disposizione e alla volontà di lasciare il massimo risalto all’imponente tribuna della Basilica progettata dal Bramante stesso, collegando i due ambienti tramite un piccolo chiostro dalle perfette proporzioni rinascimentali.

Nel 1497 la Duchessa di Milano Beatrice d’Este morì prematuramente di parto e venne poi sepolta nel coro della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Questo triste evento rese ancor più urgenti i lavori di completamento: da fonti storiche risulta infatti che alla fine di quell’anno l’edificazione della Sacrestia e del chiostro antistante fosse quasi terminata.

L’interno della Sacrestia, che si presenta come un’ampia sala rettangolare conclusa da un’abside, nasconde molte curiosità e opere da non perdere: la volta, decorata da un finto cielo azzurro cosparso di stelle dorate, presenta il medesimo motivo che decorava originariamente il soffitto della sala del Cenacolo (purtroppo andato perduto in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale) mentre le armadiature finemente decorate che corrono lungo le pareti laterali furono realizzate nel Cinquecento per ospitare i preziosissimi arredi liturgici donati dal Moro al Convento all’indomani della morte di Beatrice d’Este, oggi perduti.

La tradizione vuole che proprio lungo la parete sinistra della Sacrestia, dove oggi si può ammirare un raro esemplare di orologio notturno seicentesco, vi fosse un passaggio segreto che collegava il Convento delle Grazie al Castello Sforzesco, anch’esso andato distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Il chiostro infine è una vera e propria oasi di pace e serenità nel centro di Milano ed è comunemente noto come “chiostro delle rane” per le curiose statue di ranocchi che adornano la fontana posta al centro del giardino. Le aiuole sono abbellite da splendidi esemplari di magnolie stellate che, nel mese di marzo, sbocciano in una spettacolare fioritura di corolle bianche che risaltano come candide nuvole sulle decorazioni in cotto della tribuna e del portico.