LEONARDO E GLI STRUMENTI MUSICALI

A cura di P.C. Marani e Michael Eisenberg

Biblioteca Ambrosiana – Sacrestia del Bramante

11 Marzo 2014 – 8 Giugno 2014

ORARI:

Pinacoteca Ambrosiana: mar – dom 10,00 – 18,00 (chiuso il 25 dicembre, il 1 gennaio,  il giorno di Pasqua; aperto il lunedì dell’angelo)

Sacrestia del Bramante: lun 09,30 – 13,00 e 14,00 – 18,00 / mar – dom 08,30 – 19,00 (chiuso 25 dicembre, 1 gennaio e dalle ore 12,00 del 9 dicembre 2013; 10 marzo e 9 giugno 2014)

Per Leonardo da Vinci la musica rivela il mondo invisibile.  Sebbene definisse la musica “sorella minore della pittura”, egli faceva spesso ricorso ad analogie musicali per approfondire le qualità trascendenti della pittura stessa. Infatti è proprio nel Trattato della pittura (Codice Vaticano Urbinate 1720), che compare la sua celebre definizione della musica come “raffigurazione dell’invisibile”.  E’ significativo che l’eclettico genio rinascimentale abbia impiegato questa particolare descrizione della musica nel suo tributo alla pittura, poiché i suoi disegni di acustica e di strumenti musicali possono essere considerati come la trasposizione in immagini del regno invisibile del suono.

Leonardo era affascinato dal mondo uditivo e dimostrò questo suo interesse molto prolificamente nel Codice Atlantico. Il suono gli serviva come strumento critico per spiegare fenomeni naturali, le varie analogie tra gli elementi e i fenomeni legati all’universo fisico. Se quindi da un lato l’acustica forniva a Leonardo schemi teorici per comprendere le leggi della natura, dall’altro gli strumenti musicali gli offrivano l’opportunità molto più tangibile di confrontarsi con specifici dilemmi acustici, tecnologici, estetici e anche di immaginare nuove tecniche ibride per la produzione del suono.

Come di consueto la mostra è suddivisa tra due sedi: la prima sezione è esposta nella Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana, mentre la seconda si può ammirare nella Sacrestia del Bramante nel convento di Santa Maria delle Grazie.